Indice Stampanti
1. Come posso evitare l'otturazione degli ugelli?
2. Come posso ottenere i migliori risultati nella stampa fotografica?
3. E' importante utilizzare i materiali di consumo originali?
4. Meglio laser o InkJet?
5. Quanto costa stampare con una stampante InkJet?
6. Come posso rendere più realistici i colori nelle stampe fotografiche?
7. Posso stampare su fogli lucidi con una InkJet?
8. Posso utilizzare materiale di consumo per InkJet, come fogli lucidi ed etichette, su una stampante laser?
9. Cosa si intende per linguaggio di stampa?
10. Cosa si intende per emulazione di stampa?
11. Cos'è la tecnologia HP ColorSmart III?
12. Cos'è la tecnologia HP Photored III?
13. Cos'è la tecnologia Piezo-Elettrica?
14. Cos'è la tecnologia Bubble Jet?

 

Come posso evitare l'otturazione degli ugelli? 

L'otturazione degli ugelli di stampa su una InkJet è sempre stato un grosso problema sin dalla prima comparsa di queste periferiche. L'evoluzione delle stampanti InkJet, delle testine di stampa, nonché degli inchiostri utilizzati ha parzialmente risolto questo inconveniente che si verifica ora sempre più raramente. 
In genere piccoli ma utili accorgimenti possono eliminare quasi del tutto il problema; vediamone alcuni: 
evitare di accendere o spegnere la stampante da un interruttore generale togliendo quindi la corrente senza agire sul tasto di accensione della periferica; in questo modo la stampante non può compiere l'abituale ciclo di pulitura e di parcheggio delle testine di stampa che tendono a rimanere impregnate di inchiostro ed esposte all'aria 
evitare l'uso di supporti non idonei dove l'inchiostro non viene assorbito in modo corretto, oppure dove il tempo di essiccazione dello stesso è eccessivo 
nel caso di stampante a singola testina custodire la cartuccia non in uso nell'apposito contenitore fornito in dotazione 
utilizzare possibilmente materiali di consumo originali in modo particolare in quelle periferiche con testina di stampa integrata 

Come posso ottenere i migliori risultati nella stampa fotografica? 

La stampa fotografica può fornire risultati più o meno eccellenti in base al tipo di periferica utilizzata, al tipo di algoritmo integrato nel software per la gestione dei contorni e dei colori, al tipo di testina e quindi numero di ugelli e relativa dimensione della goccia d'inchiostro, in base al tipo di stampa come quella in quadricomia, pentacromia ecc... e sulla base dei supporti cartacei utilizzati. 
Diamo per scontato che chi vuole realizzare stampe fotografiche di qualità abbia in dotazione una adeguata periferica allora l'ottimizzazione del processo comporta inevitabilmente l'uso di materiali ottimizzati per la stampa fotografica e forniti dallo stesso produttore della stampante; i materiali di consumo originali sono studiati ed ottimizzati in funzione della tipologia d'inchiostro adottato, e quindi della sua velocità di essiccamento, resa cromatica quando esposto alla luce e così via, della tipologia delle testine e delle caratteristiche del software che gestisce tutte le operazioni del processo di stampa.

E' importante utilizzare i materiali di consumo originali? 

La risposta non può che essere, in generale, affermativa, dato che i materiali di consumo originali vengono studiati e sviluppati dalle stesse case che producono le stampanti e quindi sono ottimizzati per sfruttare al meglio le caratteristiche delle stesse periferiche; in questo modo possiamo ottenere la migliore qualità di stampa possibile. Esistono molti produttori di materiali di consumo cosiddetti compatibili che si caratterizzano per il basso costo d'acquisto se confrontato con i prodotti originali; è possibile acquistare ad esempio ricambi per InkJet a un prezzo pari ad 1/6 o 1/8 di quelli originali e che consentono di ottenere un risparmio considerevole nel processo di stampa a scapito, però, della qualità della stessa. La scelta tra un compatibile ed un originale andrebbe fatta, a mio avviso, in funzione della periferica e quindi del suo costo, caratteristiche e così via e in funzione della tipologia di stampe realizzate. Più la periferica è economica, minori sono le nostre pretese in fatto di qualità di stampa, maggiore dovrebbe essere la nostra tentazione di utilizzare materiale di consumo compatibile. Utilizzare questi prodotti compatibili, è bene ricordare, comporta in alcuni casi la perdita della garanzia sulla periferica, sempre che il produttore se ne possa accorgere.....
A volte però il gioco vale la candela; se consideriamo una InkJet entry level dal costo di poco superiore alle 100/150 mila lire e il costo del relativo ricambio colore e nero, questo potrebbe superare tranquillamente quello della periferica. Per le laser vale un po lo stesso discorso anche se con queste periferiche possiamo mantenere la nostra unità toner originale, o unità cartridge che sia, e operare solo una ricarica di toner; anche qui possiamo registrare dei notevoli risparmi che si traducono in un minor costo per pagina stampata.

Meglio laser o InkJet? 

Questa potrebbe essere la classica domanda che ci si pone prima dell'acquisto di una stampante, quando ovviamente si vuole prendere un prodotto di qualità e si prevede un uso abbastanza intensivo della stessa. In generale possiamo dire che se dobbiamo fare stampe a colori la scelta è obbligata, dato che una InkJet la dobbiamo per forza acquistare anche se economicamente parlando potrebbe essere, a lungo andare, conveniente acquistare due periferiche, una laser monocromatica per i classici documenti tipo ufficio ed una a colori per la stampa di documenti di presentazione, brochure ed eventuali foto. Se il colore non ci interessa conviene spendere qualche lira in più per una laser che essendo molto più economica nella stampa su volumi medio/bassi ci consentirà, in brevissimo tempo, di pareggiare i conti con le più economiche, solo nell'acquisto ovviamente, InkJet; il costo per pagina di una InkJet è di almeno 200/250 lire a foglio mentre con una laser viaggiamo sulle 65 lire a foglio, cioè quasi 1/4 del costo della stampa ad inchiostro.

Quanto costa stampare con una stampante InkJet? 

Sicuramente troppo.... 
Come sappiamo il costo per pagina viene calcolato sommando sia il contributo dovuto al consumo d'inchiostro che quello dovuto al supporto cartaceo utilizzato. Ipotizzando di stampare su carta comune, accontentandosi ovviamente della mediocre qualità di stampa che andremo ad ottenere, possiamo dire che 200/250 lire a foglio è il minimo che possiamo spendere per stampe monocromatiche per poi arrivare a circa 400 e più lire a foglio per le stampe a colori. Queste cifre si discostano abbastanza marcatamente da quelle che possiamo calcolare con l'uso delle tabelle di riferimento fornite dai vari costruttori, i quali basano la presunta durata delle cartucce d'inchiostro su documenti caratterizzati da una copertura del nero e del colore di soli un 5% e un 15% del foglio rispettivamente, documenti con caratteristiche ben lontane da quelle che ci può capitare di stampare.

Come posso rendere più realistici i colori nelle stampe fotografiche? 

Sostanzialmente in due modi; a) installando i driver più aggiornati per la nostra stampante, driver che includono i profili ICM che ottimizzano la corrispondenza cromatica tra ciò che vediamo a video con quello che otterremo nel processo di stampa; b) utilizzando i supporti cartacei forniti dallo stesso produttore della stampante ed ottimizzati per la stampa a colori; questi supporti consentono di ottenere un'ottimale resa cromatica per gli inchiostri utilizzati.

Posso stampare su fogli lucidi con una InkJet? 

Si, dato che i vari produttori di stampanti forniscono per le periferiche InkJet una vastissima varietà di supporti cartacei che vanno dai fogli comuni, alle carte fotografiche, alle etichette autoadesive, ai fogli lucidi, alle buste e così via. Ovvio che dobbiamo acquistare prodotti specifici per InkJet che consentono un rapida essiccazione dell'inchiostro per ottenere una eccellente qualità di stampa.

Posso utilizzare materiale di consumo per InkJet, come fogli lucidi ed etichette, su una stampante laser? 

No, dato che la tipologia dei prodotti per InkJet e laser è drasticamente differente. I supporti tipo lucidi ed etichette per laser devono offrire una importante caratteristica, quella di resistere al calore per evitare che possano fondere ed incollarsi al rullo di stampa dove il toner viene fissato con un processo termico sullo stesso foglio, mentre i supporti per InkJet sono caratterizzati dal fatto che devono consentire una rapida fase di essiccazione dell'inchiostro per evitarne la diffusione e le conseguenti sbavature, ma non sono tali da poter offrire una resistenza al calore; l'uso di tali supporti su una stampante laser comporterebbe il danneggiamento della stessa.

Cosa si intende per linguaggio di stampa? 

I linguaggi di stampa sono in genere caratteristici delle stampanti laser e InkJet e definiscono la comunicazione tra PC e stampante, gestendo le fasi di formazione della pagina. 
Il primo nato è il Post Scrip, sviluppato da Adobe; questo linguaggio, se supportato dalla stampante e dal programma presente sul nostro PC, è in grado di dar origine a stampe di elevata qualità e di livello tipografico. Il Post Script è caratterizzato dal fatto che la pagina viene descritta attraverso appositi caratteri, vere e proprie frasi nelle quali vengono racchiuse informazioni quali il tipo di carattere utilizzato, la sua dimensione, la presenza di immagini e la loro posizione sul foglio ecc.... Senza tale linguaggio la stampante riprodurrebbe quanto vediamo a video con la stessa limitata risoluzione e quindi con scalinature, spigoli e così via; in pratica la stampante agisce autonomamente sulla base delle informazioni ricevute e sfrutta al meglio le sue caratteristiche per produrre un documento con la maggiore qualità possibile. Alcuni produttori di stampanti rendono disponibile il Post Script solo opzionalmente, dato il costo, attraverso delle apposite schede da inserire in alloggiamenti dedicati. 
Altro linguaggio molto diffuso nel mondo delle stampanti è il PCL (Printer Control Language) sviluppato da HP e alla base delle comunicazioni tra PC e tutte le stampanti HP, sia laser che a getto d'inchiostro, oppure tra PC e tutte le stampanti che si dichiarino HP compatibili; si basa sull'uso di font scalabili ed è, in pratica, l'unica valida alternativa al Post Script nel mondo delle stampati laser ed InkJet. Questo linguaggio è molto meno flessibile rispetto al Post Script ed anche la qualità di stampa, passando da una stampante all'altra, può subire delle variazioni.
Per ultimo vale la pena citare il linguaggio GDI (Graphics Device Interface), alternativa economica al Post Script e al PCL. In pratica il nostro PC è il principale ed unico gestore del processo di stampa e di formazione dell'immagine che viene direttamente inviata alla stampante; questo riduce sensibilmente il costo delle periferiche dato che sono prive di CPU, oppure ne utilizzano di poco potenti, ed inoltre non dispongono, in genere, di memoria interna.

Cosa si intende per emulazione di stampa? 

Uno dei principali problemi che si possono incontrare nell'uso di programmi un po datati, in genere specifici dell'ambiente DOS, è quello di non poter disporre di una stampante compatibile con il programma stesso; questi programmi supportano un numero molto limitato di periferiche e quindi ben difficilmente troveremo nell'elenco la nostra stampante, in modo particolare se questa è di recente costruzione; nel mondo delle stampanti si sono comunque creati degli standard dettati dai principali produttori, IBM ed EPSON sopra tutti, rispetto ai quali gli altri costruttori presenti sul mercato si sono dovuti adeguare; standard supportati anche dai vecchi programmi DOS.
In pratica questi standard, e quindi le relative emulazioni di cui godono la maggior parte delle stampanti, dettano quelli che sono i parametri attraverso i quali PC e stampante dialogano tra loro, interpretando i vari comandi. Spesso e volentieri leggendo tra le righe della documentazione fornita a corredo con la nostra periferica, possiamo trovare l'elenco delle emulazioni disponibili. L'emulazione, quindi, consente di far credere al programma che stiamo utilizzando sul PC di avere installato una certa stampante, anche se il reale modello che abbiamo in dotazione non compare tra quelli disponibili; oggi con l'ambiente Windows, e i programmi compilati per esso, questo tipo di problema non è più presente.

Cos'è la tecnologia HP ColorSmart III? 

E' una tecnologia sviluppata da HP che rappresenta un insieme di tecnologie sviluppate per migliorare la stampa fotografica, sia in termini qualitativi che di velocità, nelle stampanti a getto d'inchiostro.

Vediamo ora le varie tecnologie di cui si compone l'HP ColorSmart: 

a) Impostazioni di controllo del colore: in pratica consente all'utente di controllare parametri quali la saturazione dei colori, la loro luminosità e tonalità, per una migliore qualità nelle stampe fotografiche

b) ACE (Automatic Contrast Enhancement): ottimizza in modo automatico il contrasto per ottenere colori più intensi e brillanti; questo viene fatto attraverso l'uso di particolari algoritmi.

c) HP Smart Focus: ottimizza la nitidezza delle immagini attraverso l'uso di particolari algoritmi in grado di non influire sulla velocità del processo di stampa 

d) CIECAM97: sistema di calibrazione cromatica per migliorare le tonalità e le sfumature nelle stampe fotografiche 

e) Tecnologia MMX: sistema che consente di sfruttare al meglio le CPU con tecnologia MMX e quindi di accelerare il processo di elaborazione delle immagini e liberare in tempi più ristretti il PC dal processo di stampa.

Cos'è la tecnologia HP Photored III? 

E' una tecnologia sviluppata dalla società HP per le stampanti a getto d'inchiostro che si basa su un insieme di tecnologie mirate alla gestione ottimale del processo di formazione delle gocce di inchiostro durante le fasi di stampa; infatti con l'HP Photored siamo in grado di inviare fino a 29 gocce d'inchiostro per ogni punto, con dimensioni minime della goccia di soli 5 pl (picolitri) e questo a prescindere dal supporto cartaceo utilizzato. Tutto questo abbinato all'uso di particolari testine di stampa con elevato numero di ugelli (fino a 408 per le testine per inchiostro a colori e 300 per il nero) atti a migliorare sia la qualità che la velocità della stampa e in grado di generare un elevato numero di gocce per secondo, fino a 18000. L'uso di particolari inchiostri sviluppati dalla stessa HP ottimizzano al meglio la resa cromatica sia nella stampa del testo in nero che delle immagini fotografiche.
HP è forse la società che meglio fra tutte è riuscita a sviluppare e ottimizzare un algoritmo in grado di ottenere testo di qualità laser, anche su carta comune, con l'uso di stampanti InkJet.

Cos'è la tecnologia Piezo-Elettrica? 

Questa particolare tecnologia è stata sviluppata, ed è anche attualmente utilizzata, dalla società EPSON e caratterizza tutte le stampanti a getto di inchiostro di questa società; il principio su cui si basa è quello di portare ad una certa pressione la goccia di inchiostro all'interno della testina di stampa, in modo tale da "sparare" l'inchiostro verso il foglio. Non è una tecnologia termica, ma bensì elettro-meccanica e consente, in generale, di ottenere un miglior controllo sul processo di formazione della goccia di inchiostro. Il principio di funzionamento si basa sulla caratteristica piezoelettrica di alcuni cristalli, cioè sul fatto che alcuni cristalli si possono elettricamente polarizzare se elasticamente deformati (effetto piezoelettrico diretto) oppure, processo inverso utilizzato per le stampanti, possono elasticamente deformarsi se sottoposti a particolari campi elettrici (effetto piezolelettrico inverso). L'inchiostro viene inviato nella testina di stampa di forma tronco-conica attraverso una particolare camera che è a stretto contatto con l'elemento piezoelettrico; qui, con appositi campi elettrici, generati sulla base dei segnali inviati dal PC, si opera la deformazione dell'elemento piezoelettrico che si traduce in un aumento della pressione nell'inchiostro; quest'ultimo viene proiettato, attraverso la testina di stampa e gli ugelli, verso il foglio. Non essendo una tecnologia basata sul calore, l'inchiostro arriva sul foglio a temperatura ambiente e quindi tende ad asciugarsi in tempi più ristretti rispetto alle tecnlogie di tipo termico.

Cos'è la tecnologia Bubble Jet? 

Questa tecnologia caratterizza molte delle stampanti a getto d'inchiostro attualmente in commercio; il principio su cui si basa è quello di portare ad una certa pressione la goccia di inchiostro all'interno della testina di stampa, in modo tale da "sparare" l'inchiostro verso il foglio. La tecnologia Bubble Jet è stata ideata e sviluppata dalla società Canon e provvede a creare la pressione per proiettare l'inchiostro sul foglio con il calore; in pratica la goccia d'inchiostro viene riscaldata all'interno degli ugelli di stampa da un termoresistore, cioè da un dispositivo che si riscalda quando viene percorso da corrente elettrica, si forma progressivamente una bolla la quale espandendosi spinge l'inchiostro al di fuori degli ugelli; il vuoto lasciato dalla goccia proiettata verso il foglio con una velocità di circa 5 - 8 m/s (tra i 18 e i 29 Km/h), richiama altro inchiostro dai rispettivi serbatoi. Il dispositivo riscaldatore viene ovviamente disattivato in attesa che il nuovo inchiostro riempia nuovamente gli ugelli. Questo tipo di tecnologia impone l'uso di particolari inchiostri termo-resistenti e il rispetto dei tempi dettati dal transitorio termico che si crea nelle fasi di: riscaldamento inchiostro - raffreddamento del dispositivo termico - riscaldamento della nuova goccia; questo transitorio è quello che condiziona maggiormente la velocità di stampa in funzione, ovviamente, delle caratteristiche della testina di stampa.