| Che cosa è il bios della motherboard? Il bios è l'insieme di istruzioni-base che permettono al computer di eseguire la procedura di accensione, di riconoscere l'hardware installato e di caricare il sistema operativo da Floppy o da Hard Disk; l'insieme di queste procedure viene chiamato POST, Power-On Self Test. Per eseguire le sue funzioni, il bios ha bisogno di conoscere le caratteristiche dell'hardware presente nel computer: tali parametri sono permanentemente salvati in una memoria di 64 byte chiamata CMOS Ram. I dati presenti nella CMOS Ram sono memorizzati grazie all'impiego di una piccola batteria che, anche a computer spento, permette di non perderne le informazioni. Il chipset mette a disposizione una serie di istruzioni che permettono alla cpu di dialogare con le altri componenti presenti sulla motherboard (memoria, bus PCI, memoria cache, ecc...); esistono diversi tipi di chipset e per ognuno di essi esiste una versione del bios. Si parla di Setup con riferimento alla serie di istruzioni che permettono di modificare i parametri contenuti nel bios, in base all'hardware presente. |
| Perché è importante la voce Advanced Features Setup? Intervenire sui parametri di funzinamento del bios può spesso implicare un miglioramento delle prestazioni velocistiche del proprio PC. Soprattutto alla voce Chipset Features Setup (o Advanced Chipset Setup) e possibile intervenire sui tempi di accesso alla memoria e su altri parametri del chipset, così da migliorare anche sensibilmente le prestazioni del computer; c'è il rischio di impostare alcuni parametri troppo performanti per l'hardware insallato e il sistema si bloccherà durante il funzionamento (oppure non permetterà di terminare la procedura di POST): non è nulla di preoccupante e non si è danneggiato alcun componente; basterà rientrare nel Setup del bios (premendo, in genere, il tasto DEL all'avvio) e reimpostare i valori precedentemente usati. |
| Perché devo aggiornare il bios della motherboard? Una versione di bios più aggiornata permette di avere a disposizione alcune features accessorie in più, oppure può migliorare la stabilità operativa del sistema. In linea generale è bene non aggiornare la versione di bios in uso a meno che non si sappia bene cosa si sta facendo e vi sia una necessità effettiva (come ad esempio l'impiego di un processore non ufficialmente supportato dalla versione di bios in uso in quel momento sulla propria motherboard |
| Come è possibile aggiornare il bios della motherboard Molte volte si rende necessario aggiornare il bios così da rendere disponibili alcune nuove caratteristiche (ad esempio il supporto ad una nuova cpu); il nuovo bios viene in genere fornito in un file del tipo .bin e si utilizza una piccola utility che permette di "flashare" (con questo termine si indica la procedura di aggiornamento) il bios. La procedura qui spiegata fa riferimento ai bios Award ma per quelli AMI è sostanzialmente la stessa: - entrare nel setup del bios e, nel menù Chipset Features Setup, disabilitare la voce System Bios Cacheable (così facendo il bios non viene cacheato in memoria e non si corre il rischio di flashare la copia caricata in memoria); - riavviare il sistema da un dischetto di boot dove sono stati copiati il file .bin contenente la nuova versione del bios e l'utility di flash (awdflash.exe); - volendo è possibile riavviare il sistema in modalità MS-DOS da Windows 95 (no finestra DOS) ed eseguire la procedura da una directory temporanea nella quale sono stati copiati il file .bin contenente la nuova versione del bios e l'utility di flash (awdflash.exe); - eseguire l'utility (awdflash.exe); - specificare il nome del file contenente il nuovo bios (nome.bin); - l'utility chiede se si desidera salvare la precedente versione del bios e, se si desidera farlo, è necessario specificarne il nome (ad esempio vecchio.bin); - il programma chiede se si desidera proseguire con l'aggiornamento del bios; - si conferma la procedura di aggiornamento e si aspetta che il programma chieda che il sistema venga spento o resettato per completare la procedura; - il sistema si riavvia ed è possibile accedere alla nuova versione del bios. - E' sempre consigliato verificare su manuale della motherboard e sito web del produttore eventuali informazioni addizionali in merito alla procedura di aggiornamento del bios. |
| Ho sbagliato la procedura di aggiornamento del bios: ora cosa faccio? Quando si aggiorna un bios è possibile che l'operazione non vada a buon fine, rendendo pertanto impossibile riavviare il sistema. Una delle tecniche con le quali è possibile riprogrammare correttamente il bios è quella del cosiddetto "flash a caldo" del bios. Altra alternativa è quella di utilizzare una scheda video ISA. Nel bios della motherboard c'è una piccola area di memoria che permette di eseguire il boot, cioè l'accensione, del sistema con un numero minimo di periferiche, così da poter riprogrammare il bios qualora esso si sia danneggiato. Collegando una scheda video ISA e il solo floppy drive alla motherboard si provi ad avviare il sistema; se esso inizia la fase di boot si inserisca nel lettore un floppy di boot (cioè contenente i files di avvio del sistema operativo) nel quale è stata precedentemente copiata l'utility di riprogrammazione del bios e una versione funzionante del bios della motherboard; una volta caricato il sistema operativo si avii l'utility di riprogrammazione e si aggiorni il bios. Completata quest'ultima operazione, e incrociate le dita, si spenga il sistema, si monti la scheda video precedentemente utilizzata (togliendo, naturalmente, quella ISA) e si riavii il sistema. Se il tutto funziona...complimenti, l'operazione di riprogrammazione del bios danneggiato è andata a buon fine; se invece il sistema non inizia il boot vuol dire che il bios continua ad essere danneggiato e non è possibile ripristinarlo. Nota bene: se il sistema non sia avvia neppure con la scheda video ISA vuol dire che questa tecnica di riprogrammazione non può essere utilizzata e che è necessario o effettuare l'aggiornamento a caldo del bios, oppure sostituire il chip del bios con uno nuovo. La tecnica funziona solo ed esclusivamente con una scheda video ISA, pertanto è inutile anche solo tentarla se non se ne possiede una. |
| Aggiornamento "a caldo" del bios: di cosa si tratta e, soprattutto, funziona? E' ora illustrata una procedura alquanto insolita che permette di rendere utilizzare un bios che sia stato "bruciato" in seguito ad un aggiornamento non andato a buon fine: 1) togliere il bios dallo zoccolo (se il bios è direttamente saldato sulla motherboard c'è purtroppo poco da fare); 2) prendere da una motherboard uguale un bios funzionante, identico a quello da riparare; 3) prendere una porta seriale inutilizzata, oppure un cavo floppy o eide, e tagliarne una striscia lunga una decina di centimetri e larga poco meno del bios; 4) inserire il bios funzionante nello zoccolo ma frapponendo nel verso della lunghezza tra bios e zoccolo la piattina precedentemente tagliata; il bios non deve essere inserito fino in fondo ma appoggiato appena in modo tale che ci sia passaggio di segnale ma la sua estrazione sia facilitata; 5) avviare la procedura di aggiornamento del bios secondo la procedura precedentemente illustrata; 6) all'atto della conferma della procedura di riprogrammazione del bios, senza spegnere il computer, estrarre il bios funzionante dalla motherboard tirando le due estremità della piattina (così che si applichi una forza uniforme e non vengano stortati i piedini del bios) e inserire il bios "bruciato", facendo attenzione a non toccarne i piedini; 7) confermare la procedura di programmazione del bios; 8) al termine della programmazione riavviare il sistema: il vecchio bios è ora riprogrammato e perfettamente funzionante; 9)rimontare, questa volta senza piattina, il bios funzionante sulla motherboard dalla quale è stato precedentemente tolto. La procedura appena descritta è quantomeno originale e può apparire ai più come molto rischiosa; in effetti lo è e vi posso assicurare che la prima volta che si compie tale operazione le gambe tremano molto, eheheh!!!! I rischi sono quelli di piegare i piedini del bios, rendendolo pertanto inutilizzabile, e di creare un corto circuito se si toccano, a corrente inserita, con del metallo le parti della motherboard (si usa la fettuccia proprio per evitare di doversi aiutare con un cacciavite per estrarre il bios dallo zoccolo). D'altra parte è l'unica alternativa che si può tentare quando non sia disponibile una scheda video ISA con la quale far riavviare la motherboard con il bios bruciato. |
| La fase di POST All'avvio tutti i personal computer eseguono una serie di routine di autodiagnosi, raccolte sotto il nome di POST (Power On Self Test); in questa fase il sistema verifica il corretto funzionamento di processore, motherboard e memoria così da evitare possibili problemi hardware. E' in questa fase che è possibile accedere al bios di sistema, cioè quell'insieme di parametri, difefrenziati in base alla tipologia, che gestiscono timings di accesso alla memoria, configurazione di floppy drive e periferiche EIDE, opzioni di avvio e molto altro. |
| Le password dei bios Una delle funzioni più abusate dei bios delle motherboard è l'inserimento di una password di accesso, che inibisce l'accesso al bios a coloro che non la possiedono. Spesso ci si dimentica tale password, rendendo di fatto impossibile l'accesso al bios per variarne i parametri di funzionamento. Un modo per ovviare al problema è quello di resettare completamente il bios, intervenendo sull'apposito jumper presente sulla motherboard. Per trovarlo è sufficiente cercare sul manuale della motherboard informazioni sul jumper di reset CMOS, che per l'appunto permette di riportare alle impostazioni di default tutti i parametri del bios e, pertanto, anche di cancellare la password di accesso. |
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I segnali del Bios
Se quando accendiamo il PC non parte ma emette una serie di segnali acustici sta segnalando un errore, di seguito c'è un elenco di questi segnali emessi dai più diffusi modelli di BIOS: Bios AMI
Bios Award
Bios Phoenix
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